Guardali…che meraviglia…che vita!
Avevo pedalato in salita, era caldo, era primo pomeriggio, era il 1978. Arrivato lá, mi ero sdraiato nell’erba, sotto un albero carico di ombra, nel fresco raro del calore di agosto.
Saltano poco, come sempre, come allora, ma quanta energia trasmettono…
Ad occhi socchiusi, raggiunto uno dei miei “eremi” preferiti e segreti nell’attesa di raggiungere poi quella mansardina stipata di cassoni pronti a vomitare watt esagerati, sognavo…sognavo…
Del periodo d’oro ne restano tre su cinque.
Quello del 1941, quello che oggi ha 67 anni, segue da tempo l’ispirazione classica ed orchestrale; dal 2002 c’é un ragazzo del ‘48, che dorme con/sull’/nell’Hammond abbracciato al suo leslie.
…sognavo un palco, le luci abbaglianti, il vociare indistinto e l’adrenalina che sale…i larsen casuali e quelli cercati, i coni che picchiano forte quando gli arriva la prima fiondata di corrente…
Anche quello del 1945 ha lasciato da tempo, fantastico e capriccioso come si addice ad una star (me non ad un insieme). Ora insegue melodie medievaleggianti con la moglie…o forse, solo la moglie medioevale.
Al suo posto, dal ‘94, il piú giovane di tutti, che essere del 1954 potrebbe fare la differenza, ma quando sai essere perfetto e coinvolgente essendo parte di questo gruppo, la differenza la fai, oh se la fai!
…poi il buio. Le lucine rosse delle spie e degli ampli, la tensione del suono registrato e fuori campo che parte e trasporta tutti dentro, tutti…avanti che c’é posto…
Rimangono loro tre delle origini: la voce é del 1945 e bisogna ammettere che nonostante i piedi scalzi e la grande energia, i suoi acuti restano nel secolo scorso e nelle nostre memorie sonore…
…il suono del vento…i flash dei fulmini ed i roboanti tuoni…il volume sale e si fa assordante al picco, per poi ridursi lentamente, come ad allontanarsi…
Metronomo perfetto e mai strabordante o stravagante pur ricco di groove, sorride sornione dal 1945 anche lui e non smette certo ora: bandana in testa, capelli lunghi e grigi sulle spalle e pizzetto grigio anch’esso, trascina alla grande.
Ed ecco che nel buio della sala, coi rimbombi dei tuoni artificiali oramai lontani, dai cassoni neri fluiscono i volteggi a vuoto del leslie Hammond e da lí, le sue prime note…
Da ultimo (ma non ultimo) chi non ha piú rivali da quando il “Bonzo” ha deposto le bacchette su questa terra nell’80. Del 1948, é semplicemente unico ancora oggi a sessantanni come lo era a ventiequalche.
…all’hammond segue charleston, rullante e cassa pearl con il precision bass puntuale. Poche battute e le luci bianche si schiantano in faccia alla prima sequenza re do la della stratocaster…
Trent’anni ho aspettato. E ieri sera guardandoli lí, ad un passo da me, so per certo di essere tornato sotto quel grande albero a guardarmi disteso nei miei sogni e a commuovermi di me stesso, quello di allora e quello di oggi, piú gravemente sognatore di allora, probabilmente…
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