Ai Candidati alla guida del Paese
nelle elezioni politiche 2008
Le scelte energetiche per il futuro dell’Italia
Siamo un gruppo di docenti e ricercatori di Università e Centri di ricerca. In virtù della conoscenza acquisita con i nostri studi e la quotidiana consultazione della letteratura scientifica internazionale, sentiamo il dovere di informare la classe politica ed il Paese riguardo la crisi energetica e climatica incombente, che minaccia di compromettere irrimediabilmente la salute ed il benessere delle generazioni future.
Tutti gli esperti ritengono che sia urgente iniziare una transizione dall’uso dei combustibili fossili a quello di altre fonti energetiche, così che possa essere graduale. Riteniamo che l’opzione nucleare non sia opportuna per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, esposizione ad atti di terrorismo, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità di combustibili nucleari.
Sollecitiamo pertanto chi guiderà il prossimo Governo a sviluppare l’uso delle fonti di energia rinnovabile: eolica, geotermica, idroelettrica e, in particolare, solare nelle varie forme in cui può essere convertita: energia termica ed elettrica, combustibili artificiali, biomasse. Il Sole, infatti, è una stazione di servizio inesauribile che in un anno invia sulla Terra una quantità di energia pari a diecimila volte il consumo mondiale.
E’ quindi urgente sviluppare al massimo l’utilizzo di questa fonte su larga scala. Per limitare i danni della crisi energetica e climatica che si sta delineando, è necessario fare in modo che i cittadini italiani, a cominciare dagli studenti di tutte le scuole, acquisiscano maggiore consapevolezza sulla delicata situazione in cui si trova il nostro Paese.
Il risparmio energetico, l’uso più efficiente dell’energia ed in particolare delle energie rinnovabili, lo sviluppo della ricerca scientifica sono le azioni necessarie per affrontare il difficile futuro che ci aspetta e per lasciare in eredità ai nostri figli un Paese vivibile. In questa grande sfida scientifica e tecnologica si gioca anche il futuro industriale ed occupazionale della nostra nazione che non possiede risorse significative di combustibili fossili e nucleari e che, quindi, non potrà ambire ad una maggiore indipendenza energetica se non rivolgendosi all’unica risorsa di cui abbonda: l’energia solare.
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Comitato promotore
Vincenzo Balzani (Presidente), Università di Bologna |
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| Vincenzo Aquilanti, Università di Perugia Ugo Bardi, Università di Firenze Sebastiano Campagna, Università di Messina Michele Floriano, Università di Palermo Elio Giamello, Università di Torino Francesco Lelj Garolla, Università della Basilicata Giovanni Natile, Università di Bari Gianfranco Pacchioni, Università Milano-Bicocca Renzo Rosei, Università di Trieste |
Nicola Armaroli, Consiglio Nazionale delle Ricerche di Bologna Salvatore Califano, Università di Firenze Luigi Fabbrizzi, Università di Pavia Giovanni Giacometti, Università di Padova Giuseppe Grazzini, Università di Firenze Luigi Mandolini, Università La Sapienza, Roma Giorgio Nebbia, Università di Bari Paolo Rognini, Università di Pisa Franco Scandola, Università di Ferrara Rocco Ungaro, Università di Parma |
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18 marzo 2008 |
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Va da sé, che questa sia stata la decisione dei Piloti del Paese.
Una breve analisi? Non credo sia il caso: basta dare le spiegazioni mettendosi nei panni da Piloti (meno arduo di quel che si possa immaginare) e da pilotati (semplicissimo) a queste frasi:
1)necessità di enormi finanziamenti pubblici;
2)insicurezza intrinseca della filiera tecnologica;
3)difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive;
4)stretta connessione tra nucleare civile e militare;
5)esposizione ad atti di terrorismo;
6)aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri;
7)scarsità di combustibili nucleari.
Tuttavia, almeno per i rischi, questa é la realtá:

Di fronte alla centrale di Fessenheim in Alsazia ci passo spesso: c’è un presidio permanente della Gendarmeria Nazionale lì di fronte, il governo chiaramente teme attentati, attentati che in caso di successo potrebbero avere effetti devastanti.
Se hai tempo passa dalle mie parti oggi: vorrei vedere se riesco a sdebitarmi con te
Non hai debiti con me Eternauta, davvero.
Sugli attentati, non credo che chi é contrario alle centrali sia stupido: attentare alle centrali lo sarebbe assaie!
letto e rifletto.
Dunque. Ti dico spassionatISSIMamente il mio parere.
I firmatari per lo più non sono nomi di rilievo nel campo della ricerca energetica (sono quasi tutti chimici). Questo toglie abbastanza credibilità ad un appello di questo genere, anche se nella sostanza lo trovo condivisibile. In particolare, non si vede in che cosa investire sul nucleare riduca la nostra dipendenza da fonti energetiche altrui, con in più il problema dello smaltimento delle scorie radioattive (ti segnalo a questo proposito http://www.zonanucleare.com/). Inoltre, se correttamente implementata, cioè con tutte le misure di sicurezza necessarie, la tecnologia del nucleare non è affatto economica.
Inoltre, dopo il referendum del 1987 (a proposito, non si capisce perché questo paladini del “volere del popolo” si siano così velocemente dimenticati che anche il risultato di quel referendum lo era), la formazione di esperti del settore nucleare è stata letteralmente azzerata in Italia, per cui si tratta veramente di acquistare all’estero tutto, competenze comprese.
Ti segnalo però che c’è una patacca evidente nell’appello, ovvero l’idea che l’Italia possa diventare relativamente autosufficiente sul fronte dell’energia puntando sul solare. Questo non è vero, perché le centrali solari (come anche quelle eoliche) forniscono potenze molto basse, troppo per supportare le necessità, ad esempio, di una regione industriale. Inoltre, hanno una produzione di energia molto discontinua sia durante la giornata che nel corso dell’anno, hanno bisogno di una forte manutenzione (cioè sono costose) e tutto sommato sono abbastanza deturpanti: una centrale solare copre di specchi un’area di terreno molto grande.
Insomma, il nucleare è una bufala, ma il discorso da fare è abbastanza più complesso. Il ministro della semplificazione porrà sicuramente il suo veto.
Rob, io sono contrario al nucleare, principalmente per i punti 2), 3) e 7), pur conscio che il punto 2) impatta per l’Italia (soprattutto del nord e centro nord) minimamente visto cosa c’é attorno alle Alpi.
Concordo assolutamente con te per quanto riguarda il solare e l’eolico, sebbene molti Paesi abbiano investito non poco e ne traggano benefici almeno a livello di inquinamento.
In merito al valore dei firmatari mi fido di quel che scrivi, cosí come ti credo quando scrivi della mancanza di esperti nell’ambito specifico.
Mi indigna questo continuo metter mano a questioni giá trattate con questi toni, perché se da una parte ritengo che sia giusto e corretto verificare di tanto in tanto l’opinione pubblica in materie importanti, dall’altra i modi, i toni e i pilotaggi possibili ed applicati sono vergognosi.
Ma hai ragionissima: il discorso é molto complesso ed io personalmente, preferirei due gradi in meno di riscaldamento in casa d’inverno, due in piú d’estate, circolazione urbana con mezzi collettivi e a basso impatto di emissioni (con notevole miglioramento dei tempi in cui vivere), imporre un taglio del 50% all’illuminazione domestica e pubblica da una certa ora e altre cosine che ci porterebbero a casa non poco.
due in meno d’ inverno nooooooooo…ti prego
)))))))))))))))))))))))))))))))))
commento scemo..lo sò..però io ho freddo
)))
per il resto : dove devo firmare?
Sotto Le scelte energetiche per il futuro dell’Italia, c’é un link: mettici sopra il puntatore e clikka. Nell’home page se vuoi firmi.
Eppoi, Madame-d-antan, le basterebbe prolungare fino ad aprile l’uso dei suoi guantini di lana e nei mesi precedenti usarne un paio da K2 =-)
non avevo risposto ieri perché sul tema avevo già discusso la sera prima a casa, davanti alla cena, con uno che certamente non firmerebbe.
posso dire che rob ha detto molto di ciò che penso, specie sulle scorie.
ste, condivido, ed in più aggiungo che, anche se le alte sfere decidessero per il nucleare, ci vorrebbero almeno dieci anni per rendere operativa UNA centrale, ma nel frattempo sarebbe ormai obsoleta e pronta per essere riveduta, con ulteriori costi.
(il marito fisico – anche se astro-fisico- mi ha testè tenuto un corso accelerato….)
io comunque sono per il risparmio, la riduzione, il ridimensionamento….