C’é una trasmissione radiofonica che molte volte offre spunti per riflessioni interessanti.
Questa mattina il tema era la comprensione delle leggi fisiche, dei principi, dei teoremi al di lá di mandarne a memoria la dizione canonica.
Scollinato il principio di Archimede, un radioascoltatore chiama dal CNR di Ginevra e offre una spiegazione del principio di indeterminabilitá (o indeterminazione) di Heisenberg (per i curiosissimi ecco il link per saperne di piú e meglio).
La frase che mi sembra piú adatta a sintetizzare tale principio, dice che “a un livello elementare, l’universo fisico non esiste in forma deterministica, ma piuttosto come una collezione di probabilità, o potenziali.”
Ció a dire che anche solo osservando, si modifica ció che si guarda cosí da vederlo modificato.
La spiegazione da Ginevra é carina: immaginiamo di voler osservare un’automobile in un ambiente buio. Illuminando l’oggetto, gli faremo piovere addosso delle particelle luminose che rimbalzando su di esso colpiranno il nostro occhio e ci consentiranno di vedere. Giá cosí l’oggetto é diverso da come in realtá era al buio. Ma ipotizzando le particelle luminose di dimensione molto maggiori, al limite paradossale della stessa autovettura che vogliamo vedere, va da sé che queste colpendo l’auto la modificheranno in minuscoli pezzettini, cosí da offrirci una visione assolutamente diversa dell’oggetto originale.
… … …
Mi chiedo cosa accadrebbe se ognuno di noi osservasse il mondo e tutto ció che accade con un sentimento di bontá.
p.s. “Ed è questa interpretazione che Einstein stava mettendo in discussione quando disse: “Non credo che Dio abbia scelto di giocare a dadi con l’universo”.
Bohr, che era uno degli autori dell’interpretazione di Copenaghen rispose: “Einstein, smettila di dire a Dio cosa deve fare”, a cui Feynman aggiunse “Non solo Dio gioca a dadi, ma li lancia dove non possiamo vederli”.
Heisenberg e Bohr litigarono furiosamente quando il primo decise di lavorare per il regime nazionalsocialista, in Germania, alla costruzione della bomba atomica.
dicono che, da allora, non si siano più parlati.
Heisenberg, dopo la guerra disse che l’unico fatto incontestabile era che i nazisti non avevano avuto l’atomica e non perchè lui non fosse capace di progettarla.
chissà qual è la verità.
sono affascinata dalla fisica delle particelle e dalle sue implicazioni, fino alle più recenti sulla teoria delle stringhe.
non comprendo molto, ma mi consola pensare che noi facciamo parte di questo universo ondulante, energia nell’energia e che la nostra intelligenza interagisce con quella del cosmo.
mutando mutiamo, oggetti e soggetti.
Volo terra terra, Ste.
La citazione di Archimede mi ha riportato alla mente dal profondo della memoria scritte da cessi di una facoltà di ingegneria.
Per la legge di Archimede
quando pisci attento al piede
Da trent’anni a questa parte, chissà, avrà fatto breccia anche Heisenberg. Magari adesso c’è scritto pure
Per la legge di Heisenberto
tutto quanto è molto incerto
ecco, pure io ho pensato a cose simili a rob
sullo spunto dell’osservare con sentimento, la cosa mi piace, nel senso che mi stimola altre riflessioni:
l’occhio dev’essere vigile, attento, disincantato, obiettivo, accomodante, personale, distratto, sonnolento?
bah servono tutti, credo.
si tratta di sfumature.
quanto ai dadi, sorrido, quante fortune si sono perse, speriamo il dio in cui crede Feynman non lo faccia.
è che gli elettroni son piccolini e leggerini, se gli spari addosso un fotone per guardarli li sbardelli tutti via, perciò si dice che l’osservazione perturba il sistema.
è come quando apri la porta della stanza dei bambini per assicurarti che stiano facendo i compiti…