Rondini si inseguono in girotondo, urlando felici. Forse.
Strisce bianche d’aerei alti e lontani nel cielo che tramonta.
Finestre e porte spalancate,
posate scontrano piatti nelle luci accese.
Calore.
Tv lontane, voci indistinguibili, comunque vane.
Sigaretta che si consuma piú dell’inchiostro della penna.
Tetti grigi e tetti rossi, antenne parabole fili da stendere
e lenzuola stese su di un terrazzo che potrebbe esser Roma.
Un balcone due porte una coppia:
non comprendo le parole ma cosa importa se poi non ci son sorrisi
e lei imbocca una via e lui l’altra…
Al piano sotto una porta sola ed una finestra…sono sposati da due anni.
La ricordo lei, giapponese in abito tradizionale, fior di loto senza tempo.
Lava i piatti ora e lui guarda sperso nel cortile.
Sono il tempo vuoto che passa e che svuota.
La caffettiera é pronta, i fornelli son puliti, la lavastoviglie va, chissá dove.
Lontano ancora rumore di tazzine, di posate e di piatti.
Ci sará silenzio.
E calore ancora, per fortuna, per davvero.
esserci stati vuol dire poter immaginare meglio.
Ti sono grata per entrambe le cose.
a volte la vita è malinconica, a volte no….anche nella stessa giornata…
Quale lettura diversa si può dare al racconto della normalità vista attraverso le finestre del palazzo di fronte… Le stesse scene di vita possono essere rassicuranti per qualcuno e apparire invece illusorie e inquietanti per altri. Dipende dalla capacità di osservarle e dal senso critico di ognuno e, in fondo, anche da ciò che gli occhi vanno cercando.