C’é un istante preciso in cui comprendi che basta lasciarsi andare.
In cui non importa se l’ultima volta era il 1983 o il 1984.
E neppure che la penultima fosse nel 1979.
In cui l’adrenalina serve e non ostacola, in cui ci sei e lo sai e non sei solo, in cui smetti di contare le facce che vedi e le mani che stringi, in cui basta davvero lasciarsi andare e fare ció che sai che basterá comunque.
In cui ti rendi conto che sei parte di un gruppo solido al di lá del pentagramma, che se anche tu dovessi scivolare loro ti sorreggeranno; come tu faresti con loro.
In cui definisci i cardini del gruppo nelle aperture, nelle pause, nelle sospensioni, negli interludi, nelle chiusure e di quanto averci lavorato su giocando seriamente sia servito.
In cui finalmente stai realizzando ció che tanto hai sognato.
Una meta, sí.
Ma soprattutto un punto di partenza con stabili fondamenta.
Della band ne scriveró a parte, che merita spazio
non me lo fa neanche vedere, ma appena arrivo a casa provvedooooooooooooooo
io c’ero !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
C’ero anch’io e ti dirò che un pochino di voglia di ricomprare un basso, me l’avete fatta venire.
Irish c’eri anche tu al concerto??
C’eri Irish??
che concerto ragazzi…….
che bello Ste! Conosco la sensazione… che bellezza.