Se non avessi scelto di…
Se avessi dato retta a…
Se invece di, avessi preso…
Se…
Ma non é che i se cambiano i fatti. E neppure riportano indietro.
Un caffé in Piazza Carlo Alberto ed una passeggiata in Piazza Carignano col sole caldo d’autunno, sono sempre un’attrazione alla quale cedere é dolce ed impossibile per me resistere.
Rientravo a casa per pranzo.
Il sole sul giubbino era talmente piacevole, che spingere oltre ai 50/60 all’ora il Beverly era davvero un peccato.
Mi godevo il verde del Valentino alla mia sinistra, evitando accuratamente i tombini ma non il profilo della collina.
Cinquecento metri prima, un’auto uscendo da un distributore a momenti mi fa cadere immettendosi sulla mia strada senza vedermi. La scanso e lei si ferma. Bestemmio dicendo “…guarda quanto poco ci vuole…”.
Cinquecento metri dopo, la punto, a cento metri dal semaforo al quale avrei svoltato, si sposta nella corsia di sinistra, temporaneamente la mia.
Tra lei e lo spartitraffico -una lingua d’asfalto rialzata di una ventina di centimetri e largo una settantina- non ci sarei passato lento cosí. E forse neppure piú veloce.
Se davvero fosse stata davanti, l’avrei tamponata la punto.
Invece freno. La strisciata sará di dieci metri.
Sento il posteriore muoversi ma sono ancora dritto.
Poi la mia ruota anteriore sbatte forte e sorda contro la parte inferiore della portiera piegandomi a sinistra.
Il colpo al casco é forte. Alla spalla anche ma quando mi fermo la prima cosa che guardo sono le mani. Poi vedo la moto a cavallo dello spartitraffico con il posteriore in aria. Io sono sullo spartitraffico venti metri prima.
Il piede sinistro punge fortissimo ma lo muovo. Il dorso del pollice della mano destra sanguina parecchio e mi sembra gli manchino un paio di tessere. Il gomito brucia, l’avambraccio pure cosí come il ginocchio. La conta dei danni al volo sembra tutta lí.
Mi alzo e non barcollo. Strano: avrei giurato che avrei visto le stelline ed avrei dovuto chinarmi per non svenire. Invece nulla. Tolgo il casco e provo la stabilitá delle gambe: anche la sinistra, la cui caviglia non punge piú ma frigge, mi regge bene.
L’auto che ho colpito é tra le due corsie un po’ di traverso.
Subito mi dico che mi é andata bene per due motivi, entrambi legati allo spartitraffico ma incongruenti: potevo restare tra il gradino e la moto e mi sarei spezzato; sono rotolato e rimasto sullo spartitraffico senza il quale sarei finito nell’altra carreggiata mentre le auto arrivavano in senso contrario.
Tornando a casa a medicarmi, che di domenica in ospedale il personale é poco e poi in fondo sono vivo (…), guido la moto ancor piú adagio, e penso a cosa sarebbe potuto succedere a chiunque fosse stato a bordo con me.
Conclusione: vendesi Piaggio Beverly 500cc, Aprile 2006, Euro 3, 5000km, graffiato un poco a sinistra, perfetto a destra: interessa?
oddio che spavento…meno male che non ti sei fatto niente!
io mi sono appena comprata un motorino…..
e dire che c’eravamo appena lasciati..se fossi venuto da mondadori con noi…e SE AVESSI CHIAMATO APPENA SUCCESSO EHHHHHH……………..
ussignur che brutta avventura!!!
no, ti ringrazio… io ho il terrore di moto e motorini…
vado solo di bicicletta o di piedini…
un abbraccio
aehm..
è fuori luogo dire che ti è andata di culo??
menomale..
O__o
E poi è sempre la sinistra quella che si acciacca di più.
(il Beverly però non te lo compro. Rischio già abbastanza la vita in mezzo al traffico con la mia bicicletta)
si, ma santi benedettisimi figlioli, vi sembra il caso di rischiare la vita facendo quelle cose pericolosissimissime come andare in città in bici o in scooter?? passate ad attività meno pericolose, fate banjee jumping con l’elastico delle mutande, piuttosto!!!!
terribile… comunque a parte la sfiga… concordo con Aureolina… nella sfiga hai avuto culo…
@tutti: sí m’é andata di culo…e non credo che sfideró nuovamente la sorte.
Almeno in scooter, che la strada dovró attraversarla ancora…