Feeds:
Articoli
Commenti

A Giulia.

A te,
che sei come me,
che sorridi con le mie labbra,
che guardi attraverso le mie ciglia,
che palpiti col mio cuore
e trepidi ad ogni emozione col mio animo.

A te,
che ci siam sentiti da lontano
riconoscendoci al primo abbraccio
che mai si é interrotto,
sollevandoci a turno,
senza riserva di forze.

A te,
che nel mio silenzio hai saputo scoprire
l’amarezza, il dolore, l’Amore, la voglia di vivere
e sei stata l’unica a saperlo chiamare col suo nome,
difficile da concepire piú ancora di pronunciarlo:
“minore infelicitá”.

A te,
che hai preso tutta la mia gioia di vivere,
che hai cantato con me ballando
sotto stelle e note morbide e rudi,
imparando a riconoscere nella musica e nella vita
il piacere e il dispiacere, il bene e il male,
il giusto e lo sbagliato, la coerenza e l’onestá.

A te,
il mio esserci sempre e comunque,
le mie ferite e le mie guarigioni,
le mie sconfitte e i miei successi,
il mio amore senza condizioni,
come in questi primi quattordici anni
tutto quel che sono, senza limiti.

Buon compleanno,
papá

Fatti.

L’anno scorso -2008- il centro destra vinse per approssimativamente un milione di voti.
Per la precisione, 174 seggi al Senato (contro 132 del centro sinistra) e 344 alla Camera (contro 246 ).

Potere mediatico; conflitto di interessi; piú di un milione di telespettatori giornalieri (media annua) fedeli a Rete 4; “Mi aspetto da Berlusconi che vada a fare le telepromozioni. Tra poco venderà tappeti in televisione.” (Romano Prodi)…potrei continuare all’infinito.

Sta di fatto che lo scarto nei risultati delle Politiche 2008, fu circa di un milione di voti.
Sta di fatto che Prodi non fece nulla in merito a Rete 4.
Sta di fatto che i dati qui sopra non includono l’UDC di Casini: 3 seggi al Senato, 33 alla Camera correndo da solo.

Alle elezioni di ieri in Sardegna, il centro sinistra ha perso per circa il 10%.
Il centro destra ha quindi vinto per circa il 10%.
Casini e l’UDC NON ha corso da solo questa volta e con il suo quasi 10% ha contribuito in maniera determinante al successo del centro destra.

Si compirá uno scempio in Sardegna nei prossimi anni, quello scempio che Soru aveva fermato e bloccato vietando lo sfruttamento della costa entro i due chilometri dal mare. Prossimamente, il sud della Sardegna diventerá come il nord est, una copia della costa smeralda.

Ma al di lá di questo e trascurando per un momento lo scempio piú grave che quotidianamente viene compiuto ai danni della NOSTRA Costituzione, mi chiedo cosa si possa fare…

…e cosa faccia, ad esempio, Rifondazione mentre é fuori dal Parlamento, a parte occuparsi di Battisti, continuare a porsi domande sbagliate e oramai inutili, rileggere Il Capitale, e cercare di fare quello che a suo tempo fece -sbagliando, vá da sé- la Margherita con quel geniale e capace oratore di Rutelli: tentare di offuscare, criticando distruttivamente, la luce degli avversari invece che cercar di brillare di luce propria.

“Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno”
(Enrico Berlinguer)
Non é solo un aforisma: é una veritá davanti alla quale dobbiamo fare qualcosa insieme, o ci ritroveremo, temo presto, senza piú quest’unica possibilitá di cambiare.

Dieci minuti…

Cattiveria.

Diverse sono le forme del potere, fisico, politico, economico, giuridico, ideologico, religioso, dei mass media, etc.

Ora la relazione tra la cattiveria del genere umano e il suo potere, quale che esso sia, é emersa come diretta proporzionalitá esponenziale: piú si ha potere, piú la cattiveria di cui si é capaci risulta esponenziale.

Tralasciamo il potere fisico che violenta sessualmente, perché non rientra nel tema del post. Scrivo solo che, per quanto non l’abbia verificato, non credo esista altro essere vivente che compia questa ignominia.

Proviamo dunque a pensare al potere politico. A quello ideologico. A quello religioso anche. A quello della carta stampata e a quello televisivo. Per larga parte tutti, tutti!, riconducibili a quello economico, ma tuttavia ognuno libero di scegliere di esercitare quelli che a priori dovrebbe governare l’esercizio stesso del potere: il buon senso e il rispetto.

Ed ora applichiamo questo pensiero alla cattiveria di cui ognuno -ognuno, nessuno escluso- di questi poteri é stato capace nei confronti di Eluana, della sua famiglia e, quindi, degli altri circa tremila casi ad oggi in Italia.

Questa é la nostra cosiddetta societá civile e democratica.

ognuno-ha-cio-che-si-merita

p.s. un grazie a Ila che me l’ha segnalata…

Battisti vs Cossiga

Usiamo la testa, almeno per riflettere. Demandare quest’esercizio ai TiGGí é deleterio, come sempre.

 

“L’idea della mia fuga in Brasile – dice Battisti al settimanale brasiliano – è stata di un membro dei servizi segreti francesi”. E racconta di essere andato in auto dalla Francia alla Spagna e poi in Portogallo. Da Lisbona è andato all’Isola di Madeira e in nave ha raggiunto le Canarie, dove ha preso un aereo per Capo Verde e poi per Fortaleza. “Io sinceramente – dice, parlando della decisione italiana di ritirare l’ambasciatore e ricorrere alle vie legali – non credo che tutto questo stia succedendo per me. E’ enorme. E’ esagerato… Io non sono questa persona così importante. Sono uno delle migliaia di militanti italiani degli anni ‘70. Io – assicura poi – non ho mai ammazzato nessuno. Io mai sono stato un militante militare in nessuna organizzazione. Uscii dai Proletari Armati per il Comunismo nel maggio del 1978, dopo la morte di Aldo Moro”.

Del figlio del gioielliere Pierluigi Torregiani, che è su una sedia a rotelle per colpa di un attentato dei Pac, Battisti dice che “è triste quello che sta facendo Alberto Torregiani: lui sa che io non ho niente a che vedere con tutto questo. Perché ci siamo scambiati delle lettere. Una corrispondenza di amicizia, sincerità e rispetto. Ma lui soffre pressioni da parte del governo italiano. Loro stanno facendo pressioni, visto che possono togliergli la pensione”. “Io continuo ad essere un comunista vero – afferma ancora Battisti. Non nel senso partitico. Le mie idee non sono cambiate, ma la lotta armata è stata un’errore e io non ho mai sparato a nessuno sebbene abbia usato armi in operazioni per il finanziamento delle organizzazioni”.

Battisti continua la sua intervista sostenendo che “in Italia è esistita la guerra civile come abbiamo denunciato all’orchestratore della repressione all’epoca, l’ex presidente Francesco Cossiga. Lui ha mandato a me una lettera personale, riconoscendomi come militante politico. Parole di Cossiga. Sarà che Berlusconi, il grande mafioso, ha più credibilità di Cossiga?”.

(intervista rilasciata dal carcere a un settimanale brasiliano da Cesare Battisti il 29 Gennaio 2009)

—-@—-

Presidente Cossiga, pensa che minacciando l’uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? «Dipende, se ritiene d’essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché è l’Italia è uno Stato debole, e all’opposizione non c’è il granitito Pci ma l’evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà quantomeno una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire? «A questo punto, Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno».

Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito…».

Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che…«Nel senso che le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti? «Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero. «Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio».

Quale incendio? «Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà ad insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

E’ dunque possibile che la storia si ripeta? «Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti. «Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama…».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente… «Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all’inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com’era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla… Ma oggi c’è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».

[Fonte: Intervista di Andrea Cangini per «Quotidiano nazionale»]

23 ottobre 2008

Heisenberg e noi

C’é una trasmissione radiofonica che molte volte offre spunti per riflessioni interessanti.
Questa mattina il tema era la comprensione delle leggi fisiche, dei principi, dei teoremi al di lá di mandarne a memoria la dizione canonica.
Scollinato il principio di Archimede, un radioascoltatore chiama dal CNR di Ginevra e offre una spiegazione del principio di indeterminabilitá (o indeterminazione) di Heisenberg (per i curiosissimi ecco il link per saperne di piú e meglio).
La frase che mi sembra piú adatta a sintetizzare tale principio, dice che “a un livello elementare, l’universo fisico non esiste in forma deterministica, ma piuttosto come una collezione di probabilità, o potenziali.”
Ció a dire che anche solo osservando, si modifica ció che si guarda cosí da vederlo modificato.
La spiegazione da Ginevra é carina: immaginiamo di voler osservare un’automobile in un ambiente buio. Illuminando l’oggetto, gli faremo piovere addosso delle particelle luminose che rimbalzando su di esso colpiranno il nostro occhio e ci consentiranno di vedere. Giá cosí l’oggetto é diverso da come in realtá era al buio. Ma ipotizzando le particelle luminose di dimensione molto maggiori, al limite paradossale della stessa autovettura che vogliamo vedere, va da sé che queste colpendo l’auto la modificheranno in minuscoli pezzettini, cosí da offrirci una visione assolutamente diversa dell’oggetto originale.

… … …

Mi chiedo cosa accadrebbe se ognuno di noi osservasse il mondo e tutto ció che accade con un sentimento di bontá.

p.s. “Ed è questa interpretazione che Einstein stava mettendo in discussione quando disse: “Non credo che Dio abbia scelto di giocare a dadi con l’universo”.
Bohr, che era uno degli autori dell’interpretazione di Copenaghen rispose: “Einstein, smettila di dire a Dio cosa deve fare”, a cui Feynman aggiunse “Non solo Dio gioca a dadi, ma li lancia dove non possiamo vederli”.

Ventiquattro ore

“…lavoriamo a ritmi impressionanti per produrre tanto affinché altri possano comprare con ció che guadagnano lavorando a ritmi altrettanto insostenibili, mentre le multinazionali guadagnano immense fortune…”

“…ci obbligano ad avere sempre un desiderio nuovo, di poter possedere qualcosa sempre irraggiungibile, rendendoci cosí costantemente infelici poiché incapaci di ottenerlo…”

Piú o meno queste le parole di due frasi tra tante di un vecchio discorso di Tiziano Terzani sull’economia e sulla nostra societá.

Ho riflettuto e pensato.
Ho osservato la societá di cui siamo parte.
Ho tentato di comprendere chi ha il potere.
Ho provato ad interpretare diversamente svariati avvenimenti.
Ho cercato e trovato una sintesi:

ci stanno facendo comprare il nostro tempo.

To live forever

Ho guardato negli occhi i bambini piangere.
In quegli occhi, la paura.
La paura di ció che non avrebbero mai dovuto vedere, vivere, subire.
La paura di ció che potrá accadere, ancora. Per i piú fortunati. Piú sfortunati, anzi.
La paura per essersi affidati ad adulti che non sanno proteggerli.
La paura di venir traditi ancora.
La paura degli adulti.
La paura di noi.
Che siamo tanto adulti quanto siamo incapaci di garantir loro di crescere, di giocare, di imparare. A limite minimo, di vivere degnamente.
Ció che ci accomuna ai loro genitori, per quanto distanti in chilometri, in cultura, storia e tradizione, é il fatto di essere adulti come loro e come loro avere le stesse responsabilitá, soprattutto verso i bambini. Loro, i bambini, sono ció che maggiormente ci accomuna, volenti o nolenti: i bambini sono il futuro, ovunque essi siano sono futuro anche nostro.
Proteggerli, garantirli, non é solo affare ebreo, israeliano, palestinese o di hamas: é un dovere del mondo adulto intero. Un mondo che nonostante tutto ancora non si rende conto di quale futuro avremo: paura e terrore.
Un futuro giá finito.

Scrivo, in cuffia who wants to live forever.
E mi chiedo chi lo vorrebbe, vivere per sempre.
Se non faremo nulla di buon senso, non solo non avremo l’opportunitá di chiedercelo ma non permetteremo neppure ai nostri figli di farlo.

Love cannot die.

Galaverna

La nebbiolina appena sotto lo zero. Ecco cos’é la galaverna.
Scenari incantantevoli, fiabeschi, magici. Reali.

Condizione rara ma possibile…non la ricordavo quasi piú…occhi diversi da allora, quando tutto era scontato sebbene tutto fosse nuovo, quando -ragazzino- capivo molto meno di ció che avrei dovuto, sebbene la convinzione comune fosse opposta.

Poco importa. Il passato é passato. Al presente, anche la galaverna é un incanto. Da condividere.

1

 32

4

5

e quindi, l’autrice degli scatti…

g

Enzino

…il torrente di montagna gelido anche ad agosto, le rocce scivolose, la pozza d’acqua verde limpido qualche metro sotto di noi, il mio primo carpiato imitandoti…

…i blitz delle serate estive col tuo R4 a prendere un rito da condividere, che assaggiavamo in anticipo sulla strada del ritorno, una mano sul volante e l’altra ad arrotolare…

Ecco, questi i due ricordi piú nitidi che ho di te di quella fettina di vita condivisa, ricordi che per piú di venticinque anni mi han detto di te.
Poi, ieri, ho ascoltato ció che non sapevo, ció che hai vissuto poi.
Di quella parte voglio immaginarti cosí…

…cosí, a cavallo di un’Harley sull’antica via della seta, avanti e indietro, il vento nei capelli e soprattutto adrenalina nelle vene, nel tentativo di ingannare ancora il destino, di dominare almeno un poco quella vita che, son certo, non era quella che avresti desiderato ma che tuo malgrado hai vissuto piena, come la rabbia selvaggia con la quale caparbiamente hai affrontato tutto fino alla fine.

Riposa ora, Enzino.

Duemilaenove

I pochi sms d’auguri che ho inviato, cosí come ogni risposta, non sono stati standard o preconfezionati o ripieni di nulla o di una frase che avrebbe dovuto far ridere, restare unforgettable.

Della neve scesa in questi primi giorni del duemilanove che dire? una magia, un incanto, un tesoro.

07genn09

Delle news dal mondo, i soliti drammi e le solite ipocrisie, le solite manipolazioni, i soliti squallori, il solito senso di impotenza e di non rappresentazione.

Delle speranze invece, beh: di quelle credo che ognuno di noi ne abbia ben bene infarcito ogni proposito, nuovo o vecchio, comune o personale, per quest’anno appena nato.

L’augurio che CI faccio, é che la fiamma della speranza bruci sempre, alimentata da quel incomparabile combustibile che é la vita vissuta.

31dic08

Auguri.

Mi ha scritto Babbo Natale.
Mi ha scritto di non stare a menargliela con richieste di buoni sentimenti, tolleranza e bla bla bla (cito testualmente).
Mi ha scritto che di Miss e politici che dichiarano il loro cuore candido ce ne sono giá abbastanza per la pacenelmondo.
Mi ha scritto che la bufera di neve e gelo tarderá per Natale ma per Santo Stefano qualcosa dovrebbe arrivare.
Mi ha scritto che comunque per i bambini ci penserá lui, mentre per gli adulti é piú complicato: ha personale in cassa integrazione, le renne son scese in piazza lamentandosi dei ritmi forsennati a cui sono sottoposte, la biada ha prezzi inarrivabili, gli aiuti dall’Alto non é detto che arrivino e con questa crisi non sá cosa potrá fare.
Mi ha scritto che no, non puó portarmi la vena e l’ispirazione per tornare a scrivere dignitosamente, che mi devo arrangiare e che lui c’ha altro da fare.
Mi ha infine scritto che il prossimo anno sará duro e lo sará per tutti ma spera che per il prossimo Natale le cose possano andare meglio: dice che dipenderá da noi.

A chi passa di qua, il mio augurio di un Natale di bene nel cuore e di un nuovo anno da vivere e da non subire.

images

tenerti tra le mani
saperti tutta lí
sorriderti un po’ di nascosto
farti sentire che non soffro quasi
solo un pochino di dolore nel mio abbraccio

e poi asciugarti dalle gocce
adagiarti piano
farti scivolare un pochino
accarezzare quel cubo di metallo
e lasciarti il mio sorriso piú vero, prima del cemento.

Il Dieci Marzo, come sempre, ti porteró il fior di pesco Mamma.

fiordipesco

Il tempo relativo

Ha iniziato questa notte e non ha ancora smesso…che meraviglia!
Ogni volta é una gioia, come da bambini. Come bambini.
Ne scendessero due metri! tutto bloccato, spalaneve inutili, tutti a piedi a fare a palle di neve, nel silenzio ovattato e pulito della coltre bianca…

20081128 1     20081128 2

20081128 4                

26/11/2008 – 15:20
io-Pronto?…
lui-CIAO!!!! Buona giornata! anzi, quasi buona sera!!! Come stai???
io-Beh, insomma…giornata un po’ difficile…
lui-Eh, immagino. Dunque, volevo dirti che non ce la faró ad esser lí per l’una.
io-Minchia! ci credo: sono le tre e venti!!!
lui-ehehheheheh! eh giá…quindi porprio non ci riesco.
(…)
lui-Ad ogni modo la prossima volta non ti lascio solo e ci saró.
io-Ti é andata bene: non avessero dovuto cremarla, una prossima volta non ci sarebbe stata…

20081128 3

 Meno male che non ha ancora smesso di nevicare…tutto ha un sapore piú buono…

« Articoli più recenti - Articoli precedenti »